Lo stemma

Lo stemma del comune di Belfiore (VR) è rosso a tre fiori bianchi, con un gambo verde, disposti a ventaglio: esso fu usato per la prima volta nel 1868. La figura di tale stemma ricorda la “ninfea”, bianca come la neve, a cinque petali, che in epoca remota galleggiava sulle acque delle paludi di questo comune.

Stemma di Belfiore

Stemma del Comune di Belfiore

L'etimologia

Il comune si chiamava Porcile (Porcilis) perché sorse sulla strada detta “Porcilana” o “imperiale”, parallela in lunghi tratti alla Postumia. Una commissione di notabili del luogo ha sentito il dovere di far mutare il toponimo Porcile in Bel-Fior di Porcile. Un’istanza fu perciò presentata il 13 gennaio 1547 al Consiglio dei Dodici della città di Verona, motivando la scelta con il rigoglio e la bellezza dei fiori e dei frutti di quei luoghi; ottennero il cambiamento, dalla celere ed impeccabile burocrazia veronese in 6 (sei) giorni, Il cambio del nome in Belfiore è avvenuto per decreto dell’11 agosto 1867, firmato in Torino da S.M. il re Vittorio Emanuele Il, per proposta del Ministro dell’Interno e deliberato dal consiglio comunale di Belfiore di Porcil 20 maggio 1867.

La Storia

ll territorio comunale comprende vecchie comunità: Porcile, Bionde e Zerpa. Porcile figura come libero comune nel 997, poiché in tale epoca i suoi abitanti si unirono a quelli d’lllasi per contendere, innanzi all’imperatore Ottone III, alcuni prati e terre a quelli Zevio, mettendosi sotto la protezione del vescovo Otberto. Agli inizi del secolo Xl, Porcile era soggetto Capitolo dei Canonici di Verona, però nel 1238 ritornò libero, versando un canone annuo di venti moggia frumento. Nel 1381 faceva parte del Vicariato Colognola. Bionde, in parte scomparsa per le rotte dell’Adige, apparteneva come Porcile al Capitolo Verona, lasciatagli in eredità dall’arcidiacono Dagiberto nel 932, e più volte riconfermatagli dagli imperatori.Nel 1381 era soggetta ai conti Serego, Zerpa (o Cerpa, come talvolta è stata chiamata: da scirpa, pianta pratese cespitosa, simile ai giunchi, con fiori a spighe), totalmente distrutta dalle inondazioni dell’Adige, è un bacino di circa 500 campi veronesi, tutta valle, è stata prosciugata dal Consorzio di Bonifica Zerpano. Di Zerpa è fatta menzione fin dal 916 in un diploma di Berengario, il quale ne donava la corte con la chiesa di S.Salvatore al conte lngelfredo. La chiesa è stata abbattuta dalle cannonate nella battaglia d’Arcole nel 1796.

Percorso del fiume Adige in una tavola del '500

Percorso del fiume Adige in una tavola del '500

Via Roma anno 1920

Via Roma in uno scatto del 1920

I monumenti

Un vero gioiello d’arte è la Chiesa di San Michele, più nota come Santuario della Madonna della Strà, eretta nel 1143. E’ in stile romanico; ha tre navate e tre absidi; la facciata è costituita da corsi in tufo e cotto e presenta un protiro pensile sopra il quale si apre una bifora sormontata da una piccola finestra divisa a croce. Lungo gli spioventi del tetto vi sono archetti pensili.

Santuario Madonna della Strà

Facciata del Santuario della Madonna della Strà

In località Panterona si trova Villa Cipolla, detta appunto Panterona, che risale al 1692. Ha un bel loggiato ed una cappella dedicata a San Rodobaldo.

Villa Cipolla

Facciata di Villa Cipolla

Palazzo Moneta è un imponente fabbricato costruito neI 1563 e lodato da Giorgio Vasari. Da segnalare la curiosa scala “dei muli”: è a forma elicoidale in mattoni disposti a coltello e a spina di pesce e serviva per far salire ai granai i muli che trasportavano i frutti dei campi.

Palazzo Moneta

Facciata di Palazzo Moneta

Barchessa di Palazzo Moneta

Barchessa lato ovest di Palazzo Moneta

Chiesa Parrocchiale della Natività eretta nel 1947 per volere di Mons. Luigi Bosio è in romanico moderno. Sono degni d’ammirazione i bassorilievi dell’altare maggiore e degli altari laterali e il battistero.

Chiesa Natività

Chiesa Parrocchiale della Natività

L'economia

L’artigianato si è notevolmente sviluppato negli ultimi trent’anni e l’industria è presente con produzione meccaniche, elettriche, lavorazione legno e commercio. La viabilità attualmente è da rivedere, ma entro breve saranno realizzate nuove arterie stradali che porteranno nel paese, ulteriori sviluppi. Belfiore, però, è noto per la sua frutta, soprattutto per le sue mele, dirette ai mercati nazionali ed esteri.

La gastronomia

La cucina locale attira molti intenditori per apprezzare caratteristici e gustosissimi piatti veneti, come il bollito con pearà, e locali quali la famosa “anara a rosto” (anitra arrosto) ed il tipico “bigoloto coi pomi” (dolce con le mele), semplice piatto d’origine contadina.

Gli appuntamenti

In onore della Madonna della Strà, la prima domenica di settembre la popolazione festeggia la tradizionale “Festa della Madonna della Strà” nota anche nei dintorni per le celebrazioni religiose e manifestazioni folkloristiche, sorta come ringraziamento per la liberazione dalla peste di manzoniana memoria (1630). La prima domenica d’ottobre si svolge la tipica “Festa della mela” sorta negli anni ‘50, com’esposizione dei prodotti agricoli locali, le note varietà di mele, ora divenute anche momento d’incontro delle attività collegate con il mondo dell’agricoltura. Altre occasioni d’incontro della popolazione sono il sempre più "sentito" Palio delle Contrade, la caratteristica “scampagnata” sugli argini della verdeggiante Zerpa e lungo le rive dell’Adige del lunedì di Pasqua, “il carnevale belfiorese” e la “Settimana dello Sportivo”.

Riferimenti e note

Le informazioni precedentemente riportate sono state tratte da varie fonti tra cui: